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Blog di un italiano all’estero

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Ylvis

Non so se avete avuto l’occasione di ascoltare la canzone “what does the fox said”

Ma vi prometto che non potrete evitare di fare un sorriso quando lo farete.

Loro sono gli Ylvis, duo comico di Bergen che hanno fatto impazzire milioni di persone diventando una HIT su Youtube, attirando addirittura l’attenzione degli “states” diventando ospiti del talk show “ellen degeneres”.

Probabilmente non avrete avuto modo di vedere altre loro  canzoni demenziali (che io adoro). Ecco a voi “what’s the meaning of stonehenge”:

“Whats the Meaning of stonehenge” – Ylvis

 

“Please .. take an other beer”

Una cosa ancora non riesco a capire.

Dio ha dotato la polazione norvegese di un fegato supplementare?  Oppure sono io che non reggo l’alcol?

Tengo a precisare che  non sono un grande bevitore, ma certo che i norvegesi, di sicuro, non rientrano di sicuro in cio’ che io chiamo “normalita’”.

Fidatevi. Ho visto cose che voi umani non potete immaginare. Tra cui gruppi di donne, completamente ubriache, che si reggevano a vicenda cercando di fare pipi’ nei cespugli.

Comunque, riprendendo l’argomento, l’alcol in special modo la birra ha un fattore sociale devastante:

– Aiuta la coesione sociale tra persone a livello gerarchico differente (es: il datore di lavoro con l’impiegato), ed e’ di costume andare con i colleghi a bere.

– Aumenta una figura identitaria comune dello scandinavo, dunque “chi beve” sa come divertirsi mentre chi “non beve” non e’ considerato sociale oppure per meglio dire, noioso.

Io ho avuto la fortuna di avere colleghi che rispettavano la mia fatica a reggere l’alcol,  anche se, nella malinconia del vedere il mio calice vuoto per piu’ di mezz’ora, non riuscivano a trattenersi, per poi dire:”Please… take an other beer”.

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https://twitter.com/VitaInNorvegia

Cheers!

 

 

 

 

La Norvegia senza stereotipi.

Questo post è dedicato a tutti quelli che vivono nel mondo di stereotipi, pensando che ogni mussulmano sia un terrorista, che ogni italiano sia un mafioso e che agli inglesi piace bere il tè alle cinque.

A queste persone dedico un attacco di dissenteria acuta.

Bene. Detto ciò incomincio a sgretolare ogni stereotipo sulla Norvegia. Spero che siate seduti comodi e non sull’asse del cesso.

1) In Norvegia fa freddo.

Risposta = “dipende”

La Norvegia è un paese molto esteso, dunque con un clima vario. Nel centro della Norvegia (contea di Telemark), in inverno, le temperatura possono arrivare sino a -15/-20 gradi, mentre, nella zona costiera (esempio: Hordaland), di rado va sotto -5 gradi dato che sfrutta la vicinanza del mare del Nord.  Dunque le zone alpine (Italia) sono decisamente più fredde.

PS: Io , quando abitavo in Italia, avevo più freddo dato che era umido invece che secco!

2) I Norvegesi hanno una sessualità aperta.

Risposta = “falso”

Non c’è nulla di più sbagliato. I Norvegesi, rispetto ai “cugini” svedesi”, sono molto più riservati e considerano l’argomento abbastanza inconfortevole.

3) In Norvegia ci sono le renne, alci e gli orsi bianchi.

Risposta = “vero”

Gli orsi bianchi sono visibili sulle isole Svalbard. Non in centro a Oslo!

4) In Norvegia si mangia solo il salmone.

Risposta = “falso” anzi “falsissimo!”

Ci sono una varietà di cibi tradizionali da provare come:

Pinnekjøtt, Kleppsuppe, Boknafisk, Svineribbe… etc..

(http://no.wikipedia.org/wiki/Kategori:Norsk_tradisjonsmat)

 5) in Norvegia ci sono solo baite, contadini e alla gente piace sciare.

Risposta: “Falso e Vero”

La Norvegia è uno stato notevolmente ricco, anche grazie alla fonte di petrolio dal mare del Nord. Dire che in Norvegia ci sono solo baite e contadini è uno sbaglio enorme. E’ un paese estremamente vario che alterna il centro urbano, come quello di Oslo, Bergen, Tromsø, eccetera;  ai piccoli villaggi del centro o dell’estremo nord (Skien, Bø, Ulefoss, Kirkenes). Passando bruscamente dal 618 378 abitanti di Oslo(capitale).. ai 269,900 di Bergen (seconda città per grandezza). Riguardo a sciare, quasi tutti i Norvegesi sciano regolarmente nel periodo invernale, ma sono appassionati di calcio, soprattutto quello inglese, spagnolo e norvegese.

6) La Norvegia è conosciuta solo per i fiordi.

Risposta = “falso”

Anche per Edward Munch (il grido), Edvard Grieg (Morgenstimmung  ) ,  Henrik Ibsen (Peer Gynt), Ole Gunnar Solskjær (ex-  calciatore del Manchester Utd),Ole Bull (favoso violinista), eccetera.

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Ora vado a dormire. Ci sentiamo prossimamente su questi schermi.

 

 

 

 

“Domenica con Trinny e Susannah”

No. Nono sono amici oppure vicini di casa.

Questo e’ un programma che viene trasmesso da FEM, un canale norvegese,  il quale tratta di “cosa non indossare”.

Le conduttrici devono avere peli sullo stomaco non da ridere: fermare persone sconosciute e dirgli, apertamente,  che provocano “effetti lassativi” ovvero il meno fine “ti vesti di m…”.

Ora io dico, metti caso che esco in tuta a fare la spesa e una delle due mi becca dentro un centro commerciale, che fare? Ti nascondi dietro un alberello di plastica oppure tenti la fuga?

Premetto che io,  cinque giorni su sette in ufficio, mi vesto con camicia e pantalone di cotone, scarpe e cintura in pelle nera.

Se ho la sfiga che una di queste due mi fermi. Un sabato. Che ho anche una fame della madonna e sono in tuta. Sara’ la prima volta in vita mia che mando una persona a “quel paese” ad estensione nazionale.

Promesso.

Buona domenica.

 

 

 

 

“Problemi di sanità mentale oppure culture divergenti?”

Devo dirlo.

A volte ho delle reali perprlessità culturali da risolvere, per esempio nelle pubblictà trasmesse al cinema, il più delle volte “locali”, ovvero dal centro commerciale a due passi da casa sino  al negozietto “all’angolo”. Magari vedi proprio il “tizio” che ti ha servito il caffè 5 minuti prima di entrare al cinema.

Faccio due punti da sommario:

1) Spot della OBUS , finanziaria per giovani che vogliono avere un semplice prestito per casa.

Cosa dire: In soli 2 secondi mi ha fatto già incazzare.

Posso dirlo?.. 🙂 .. non è che vi offendete?

Voi vi chiederete “perchè”? Mò ve lo dico:

Urla di mamme impazzite per una stradina , quella “sotto casa” se vivete presso il centro storico, manifestando contro OBUS; ad un certo punto, un uomo spunta dal balcone e dice “mamma!” facendo segno sui bottoni della camicia.

Io dico. Manco quando avevo 5 anni chiedevo a mia madre di abbottonarmi la camicetta. Ma questa è l ‘indegna l’immagine che espatriamo?.  Bhè, il nano non ci ha aiutato di certo.

OBOS – Pietro Romano

2) SPOT scuola privata e scuola pubblica.

Lo Spot della scuola pubblica crea stati di allucinazione misto a paura: bambocci di quindici anni  prendono la scena vestiti rispettivamente da cheerleaders, repper, emo e un “qualcosa di indefinibile”,  invitandoti ad iscriverti alla scuola superiore pubblica.  Un mix tra American Pie e Glee, ma uno dei due non si è fermato ad un incrocio.

Francamente: Mio figlio/a non ci andrà mai.

Ma qual’è l’altra opzione?.. eh eh.. la scu-ola sup-eriore pr-ivata,scan-disco per-chè fa fi-go, che senza mezzi termini afferma nello spot: “TI GARANTIAMO VOTI MIGLIORI DI QUELLA PUBBLICA”.

0_0 … E poi parlando di Mafia in Italia

Allora devo decidere tra un figlio stereotipo di Glee, oppure un grattachiappe sul divano che non sa come accendere un aspirapolvere.

PS:  il film era bello. Andate a vedere Jack Reacher di Tom Cruise.

Pace!

 

“La Norvegia spende. Babbo Natale ringrazia”.

Mi aspettavo un finale col botto (cit. Maya), ma invece, meschini,  hanno voluto rimandare.

Sarà ma sta bufala della fine del mondo ogni tanto prende piede, anche se qui in Norvegia a nessuno poteva fregagliene di meno.

C’era altro da pensare : comprare regali di Natale a chiunque “fosse a tiro” (amici, amici di amici, colleghi, conoscenti, figli etc.. etc..), considerando inoltre che , per i “pargoli” , il calendario dell’avvento è  una serie di piccoli regali dal 1° dicembre sino al 24°.

Secondo una statistica i residenti in Norvegia spendono mediamente  1354 euro di “contributi”  verso Babbo Natale. 0_0 .

Ed io che mi accontentavo di  aprire la mia casellina, prendere un cioccolatino  e ricevere un regalo utile.

PS: Nota utile

L’ abete di Natale “vero”  è figo ma dopo dieci giorni è come avere un morto in casa.

Fonti:

http://www.oblad.no/nyheter/sa-mye-handlet-vi-for-til-jul-i-ar-1.7697541